Smart Working, noi lo facciamo dal 2011

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Sara

01/03/20 07.42

smart working beneficio famiglia e ambiente




Famiglia o carriera? Nel 2020 bisogna ancora porsi questa domanda? Sì, soprattutto se si è donna e soprattutto mamma. Ma non tutte, per fortuna, scelgono una a discapito dell’altra. 

Noi lo smart working lo facciamo dal 2011.

Ce lo racconta Sara, la founder di www.miscappalapipi.it:

Mi sveglio due ore prima dei bambini, lavoro da remoto, poi preparo la colazione e accompagno i bimbi a scuola prima di tornare a casa e rimettermi al PC. A casa riesco ad organizzare tutto. Il pomeriggio lo dedico ai bambini (compiti, attività sportive e amici) e ricomincio a lavorare intorno alle 6 oppure dopo cena. Così ho raggiunto un buon equilibrio tra vita privata e lavorativa.

 

Vantaggi per l'economia

Secondo una ricerca dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, l’introduzione dei modelli di lavoro smart è infatti ormai diventata una scelta strategica dettata dalla volontà delle aziende di incrementare il livello di soddisfazionedelle proprie risorse, con conseguenti ricadute positive sul business: rispetto alla media degli altri lavoratori, gli smart worker sono più soddisfatti dell’organizzazione del lavoro (39%, contro il 18%) e del rapporto con i colleghi (40% contro il 23%). Ma non solo, lo smart working fa crescere anche la produttività di circa il 15% e riduce del 20% l’assenteismo.

 

L'orario flessibile è donna

A sfruttare le possibilità (e avere i benefici) del lavoro flessibile sono soprattutto le donne. Un'indagine ha rilevato che le donne sono più inclini agli orari di lavoro flessibili perché le aiutano concretamente a destreggiarsi tra obblighi professionali e personali. Al contrario, per gli uomini è una modalità di lavoro più difficile, ma non tanto perché non sappiano gestire l'orario flessibile: forse non saprebbero mettere un freno, inizierebbero a lavorare prima e finirebbero dopo.


Benefici per l'ambiente

Ma a impressionare ulteriormente sono i dati relativi all’ambiente. Se questo approccio si affermasse su larga scala, i livelli di anidride carbonica si ridurrebbero di 214 milioni di tonnellate ogni anno entro il 2030. E, prendendo come esempio l’Inghilterra, si stima che si riparmierebbero 7,8 milioni di tonnellate di CO2, oltre a evitare 115 milioni di ore nel traffico dovute alla vita da pendolari. Una soluzione quasi immediata all’inquinamento ambientale, quindi, alla portata di chiunque lavori con una connessione internet. Che, lo sappiamo, sono sempre di più: lo smart working non è più un miraggio impossibile, è diventato una necessità di primaria importanza.